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iblioteca Provinciale di Salerno | |
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Patrimonio : Sezione Manoscritti e Rari |
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La sezione Manoscritti e Rari raccoglie il materiale raro e di pregio in possesso della Biblioteca, costituito, in larga parte, da manoscritti, diplomi e libri a stampa dal XV secolo in poi. I manoscritti sono 430, di cui i più antichi sono un Rituale pergamenaceo e il Codice delle Consuetudines Civitatis Amalfie, entrambi del XV secolo. Le pergamene, databili dal 993 al 1761, provengono in maggioranza dal Monastero Benedettino di S. Giorgio di Salerno e sono state oggetto di uno studio critico condotto da Maria Galante. Il nucleo dei libri antichi a stampa si compone in larga parte dei volumi confluiti dai fondi di alcuni monasteri soppressi presenti sul territorio, come il Convento della Trinità di Baronissi, il Convento di S. Maria del Paradiso di Oliveto Citra, il Convento dei Cappuccini di Salerno, insieme ad un discreto numero di opere giunte attraverso lasciti privati (in particolare i fondi Cerenza e Zottoli). Gli Incunaboli conservati sono complessivamente 87 per 80 edizioni e riguardano in prevalenza opere di filosofia e teologia relative al francescanesimo (gli scritti di Alessandro di Hales, Bonaventura da Bagnoregio, Filippo di Mocalieri), allo scotismo (con opere di Giovanni Duns Scoto, Antonio Andrea, Francesco di Meyronnes e Walter Burley), insieme agli scritti dei Padri della Chiesa (i trattati dei santi Girolamo, Gregorio Magno e Agostino). Insieme alle opere legate alla fortuna dei saperi logici e teologici diffusi nel tardo Medioevo, non mancano trattati di medicina, astronomia ed ottica (la Sphera mundi di Giovanni di Sacrobosco, il Lilium medicinae di Bernard de Gordon) ed una piccola sezione di classici latini (Lucio Apuleio, Cicerone, Plutarco). |
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Tra gli esemplari di particolare pregio sono da segnalare, inoltre, la Divina Commedia commentata da Cristoforo Landino (nell’edizione veneziana del 1491), le Favole di Esopo stampate a l’Aquila nel 1493 (di cui si conoscono in Italia solo altri due esemplari conservati a Roma e Torino) e l’unica copia attestata in una biblioteca italiana del Llibre dels angels del teologo e predicatore spagnolo Francisco Eiximenis, un trattato sulla natura degli angeli stampato a Barcellona nel 1494. Lo studio scientifico del Fondo degli Incunaboli è confluito nel catalogo a stampa curato da Giuseppe Gianluca Cicco e Anna Maria Vitale e pubblicato nel maggio 2002. Il volume è stato presentato in occasione della Giornata di studio sul libro del Quattrocento e dell’inaugurazione della Mostra degli esemplari salernitani, della quale è disponibile il catalogo. Le edizioni del XVI secolo sono circa 1211, per un totale di ca. 1500 esemplari, e riguardano opere di argomento religioso, filosofico, letterario, medico e giuridico. Il corpus dei trattati di medicina e botanica, insieme a tre edizioni del Regimen sanitatis (tra queste, una stampata a Francoforte nel 1557, particolarmente ricca dal punto di vista iconografico), presenta i più diffusi testi di studio e commento ai classici della medicina greca ed araba adottati in Europa. Da segnalare, inoltre, il trattato Libellus de pulsibus del salernitano Paolo Grisignano, che si evidenzia per essere una delle poche testimonianze dell’attività tipografica a Salerno. Tra le opere che attengono ai diversi rami del sapere tecnico-scientifico figurano saggi di matematica, algebra, geometria, astronomia, idrostatica (i trattati di Euclide, Tolomeo ed Archimede, l’Astrolabium di Christoph Clavius, il Libro del misurar con la vista di Silvio Belli), di geografia (il Thesaurus geographicus di Ortelio e la Geografia di Strabone), di letteratura e linguistica (Ariosto, Boccaccio, Petrarca, Tasso), insieme ad un cospicuo nucleo di saggi storici comprendenti edizioni di classici (Livio, Curzio Rufo e Dione Cassio), annali, biografie (le Vitae illustrium virorum di Paolo Giovio e le Vitae comparatae di Plutarco) e compendi di storia locale (Carafa, Collenuccio) e universale (Leonardo Bruni, Giovanni Tarcagnota). La sezione più nutrita rimane quella delle opere di argomento teologico che raccoglie numerose edizioni sottoposte a censura o espurgazione e segnalate negli Indici cinquecenteschi dei libri proibiti (tra questi, i commenti biblici di Antonio Rampegollo e Francesco Giorgio, l’Enchiridion Psalmorum di Ulrich Zwingli, il Monte Calvario di Antonio de Guevara). Anche l’analisi scientifica del Fondo delle Cinquecentine è confluita in un catalogo curato da Giuseppe Gianluca Cicco e Anna Maria Vitale e pubblicato nel marzo 2004. Il volume è stato presentato in occasione del Convegno di studio sul libro del Cinquecento e dell’inaugurazione della Mostra degli esemplari di argomento letterario. L’individuazione puntuale delle opere interessate dalla censura libraria ha costituito la base di partenza scientifica per l’organizzazione di un Convegno nazionale sul tema, realizzato nel 2004 insieme ad una Mostra degli esemplari censurati e a un documentario video sulla cultura salernitana nel Cinquecento, premiato al 58° Festival internazionale del cinema di Salerno. La consistenza del nucleo delle Seicentine è di circa 2434 edizioni, per un totale di ca. 3000 esemplari, anch’essi provenienti in massima parte dai fondi dei monasteri soppressi. L’insieme delle opere conferma il notevole interesse e la varietà dei contenuti già emersi dallo studio delle Cinquecentine, caratterizzati ulteriormente dalla presenza delle tematiche legate allo sviluppo dello scienza, peculiare al XVII secolo. È in via di ultimazione uno studio analitico sul fondo librario che confluirà nel catalogo a stampa curato da Giuseppe Gianluca Cicco e Anna Maria Vitale, la cui pubblicazione è prevista per la fine del 2008. Il fondo delle Settecentine, pari a circa 7000 esemplari, è di grande importanza non solo per il numero di volumi ma anche per la tipicità delle opere conservate, testimoni dello spirito erudito del tempo e legate, in buona parte, alla storia culturale dell’Italia meridionale. Il percorso espositivo è stato predisposto da Vittoria Bonani (Responsabile della Biblioteca Provinciale di Salerno) che ha curato la sezione relativa alla “scienza”, e Maria Lucia Siragusa (Responsabile della Sezione rari e fondi antichi della Biblioteca Universitaria di Napoli), che ha curato l’altra sezione relativa alla “fede”. I contenuti della mostra sono confluiti nel Catalogo curato da entrambe le studiose e pubblicato a cura della Soprintendenza Regionale ai beni librari. Per promuovere la conoscenza del patrimonio librario antico, raro e di pregio, la Biblioteca Provinciale di Salerno ha curato, a partire dal 2000, la pubblicazione di un calendario artistico, che è stato inviato in dono alle biblioteche del territorio nazionale. I soggetti prescelti sono stati ricavati da alcuni esemplari dei secoli XV e XVI presenti nel nostro fondo: l’Aesopus moralisatus del 1493, la Commedia di Dante Alighieri del 1491, il De re militari di Roberto Valturio del 1483, Le Metamorfosi di Ovidio del 1565 e l’Opera di Bartolomeo Scappi del 1596.
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