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Titolo:
Gioco di opposti Casa editrice:
Demian Edizioni |
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Venanzio Parenti prese un foglio, prese la penna e scrisse: sono stanco, chiedo scusa. Gli altri furono passi da automa. Si alzò dalla poltrona e si staccò dalla scrivania, andò nell'armeria e prese la Browning HP. Passò in camera da letto, si sedette e, come in trance, attraversato da un lampo sadico, si sparò. Un colpo. Un colpo alla tempia. La morte fu istantanea. Poverino, non ebbe il tempo di dire: mamma mia, mamma mia. Così si conclude la vita di Venanzio Parenti, medico ginecologo, protagonista (o co-protagonista) di "Gioco di opposti", il bellissimo libro di Michele Di Lieto, giudice in pensione, che, dopo alcune prove letterarie di grande interesse edite da Guida ("Il pretore soppresso" del 2001, "Il sigillo violato" del 2005, "Tsunami" del 2007), giunge alla sua quarta esperienza letteraria. Diciamo subito che con questo romanzo, pubblicato da Demian Edizioni (Teramo 2011), Michele Di Lieto è giunto alla piena maturità letteraria da quando si è dedicato esclusivamente alla narrativa. Il romanzo "Gioco di opposti" narra la storia di due personaggi agli antipodi l'uno dall'altro. Il primo, Venanzio Parenti, tombeur de femmes , una vita tutta protesa al piacere fisico e sessuale, un menage familiare irrequieto fatto di famiglia allargata: tre mogli, cinque o sei figli legittimi e naturali, una vita di successi professionali scandita da traumi e problemi coniugali; il secondo, Osvaldo Magoni, già professore di italiano e latino, correttore di bozze per arrotondare la pensione, che vive in solitudine la propria vita, tra la cultura e gli amati libri ma lontano mille miglia da rapporti interpersonali e privo di relazioni affettive (soprattutto di sesso). Osvaldo Magoni, al contrario dell'altro personaggio, non ama le donne, si tiene accuratamente lontano e le tiene in disparte, vivendo così innumerevoli fobie. Ma il romanzo di Michele Di Lieto - che richiama in maniera lieve le opere di Piero Chiara, che ha descritto in modo splendido certe atmosfere di provincia, ricche di personaggi oscillanti tra ozio e tenere avventure ai bordi del Lago Maggiore - concentra specificamente l'interesse sulle persone più che sull'ambiente. I protagonisti di "Gioco di opposti" danno la possibilità, proprio perché così antitetici e contrastanti, di analizzare delle tipologie umane niente affatto inventate: da una parte l'amante del sesso e dei piaceri, dall'altro l'uomo estremamente timido, pieno di paure e di fobie da rasentare quasi il patologico. Due personaggi amati, a modo loro, uno dalle donne e l'altro dai suoi studenti, che gli dimostrano affetto e stima al capezzale di un ospedale, dove è ricoverato per neuropatia diabetica con conseguente amputazione di un arto. "Gioco di opposti" è un caso letterario anche per le tecniche linguistiche che l'autore ha già sperimentato nelle opere precedenti, raffinandole e perfezionandole. Nel suo romanzo Michele Di Lieto descrive le vicende parallele e contrastanti dei due protagonisti in un arco temporale che va dal '43 (anni bui), al 2001 (anni di confusione), con particolari della storia reale che non appesantiscono la storia inventata, fino alla sorpresa finale. C'è inoltre in "Gioco di opposti" una sottile ironia che diluisce e fa dimenticare le durezze delle opere precedenti, rendendo il romanzo di piacevole lettura, senza che l'autore rinunci al suo rigore formale e alla sua scrittura originale. Quello che però sorprende maggiormente il lettore, in un'atmosfera di suspense sino alla conclusione del romanzo, è l'alternanza delle due storie: l'una è sovrapposta all'altra, in modo tale che solo nell'ultima pagina, con un finale da giallo, si riesce a comprendere chi è il personaggio reale e chi è il personaggio inventato (salvo a ritenere che siano inventati tutti e due). Roberto Ruocco
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