| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| |
| | ||||||||||||
| iblioteca Provinciale di Salerno | | |||||||||||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
| | |||||||||||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| |
| |||||||||||||||||||||||||||||||||
| Home | Patrimonio | Attività | Biblioteca | Servizi | Catalogo | Emeroteca | Contatti |
| |||||||||||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| | ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| |
|
| Proposte di lettura: |
| ||||||||||||||||||||||||||||||
|
| |
Proposte di lettura: | | |||||||||||||||||||||||||||||||
![]() |
Titolo: Alfonso de Liguori. Una vita per l'abbondante redenzione di Cristo. Autore: Alfonso Amarante |
|||||||||||||||||||||||||||||||||
| Ho letto in quest'opera che quando Alfonso de Liguori morì era un corpo esile e consunto, in cui era stato intrappolato uno spirito specialissimo e possente. Ciò insegna che la grandezza fisica e il valore di persone e cose spesso non corrispondono. E così è, se mi è lecito il paragone, per questa biografia, breve ma assai contenitiva. Circa centosettanta pagine porgono efficacemente al pensiero del lettore una figura carismatica e complessa come Alfonso. Il personaggio è figlio del Settecento, secolo composito e contraddittorio, di disagi sociali e fermenti rivoluzionari, di dolcezze arcadiche e rigori giansenistici, di stagnante tradizione e sferzate razionali di Illuministi ed Enciclopedisti. Quindi l'Autore delinea il contesto storico della vita di Alfonso, la cui poliedricità si infiltra ovunque, come un tralcio di vite, con notizie esatte e leggere, precise ed esplicative, attentamente documentate. Addottrinando il lettore senza fatica, lo mette sulle tracce del nobile Alfonso che, da avvocato di successo della "Napoli bene", ad un certo punto abbandona la toga con un "Mondo ti ho conosciuto. Addio tribunali!". È il momento della rottura radicale, simile a quella francescana, e l'Autore ci guida alla spirituale comprensione di quest'uomo talentuoso che abbandona il Potere, l'Apparire e l'Avere per le profonde verità dell'Essere. Un Essere che accoglie in sé il Dover Essere, che Dio gli sussurra alla coscienza. Da allora la volontà del Signore e quella di Alfonso diventano non solo conformi, ma uniformi, fuse cioè in una medesima sostanza d'Amore. E qui le pagine si fanno palpitanti dell'impresa nuovissima di Alfonso: farsi avvocato dei poveri. Qui il lettore coglie la sua straordinaria attualità. Il fondatore della Congregazione del Ss. Redentore si lascia alle spalle il luccichìo di Napoli, città europea, chicca di Carlo III, e va giù, nei bassifondi, nelle zone dei dimenticati. Con i suoi missionari, si fa tramite di Cristo che cerca gli sfortunati, la povera gente delle campagne, i pastori, i ladruncoli, gli avanzi di forca, gli affamati, i persi. Si inventa la formula delle "Cappelle serotine", appuntamenti di preghiera e catechesi "sotto le stelle", che scuotono gli animi induriti e fanno fiorire conversioni. Mi vengono in mente le facce santissime e "senza decoro" che Caravaggio trovava nei vicoli, nei porti e nelle taverne. Mi pare di sentire qualche verso del cantautore-poeta, agnostico e profondamente evangelico, Fabrizio de André, tanto per dire quanto il tema è moderno, quando, in Smisurata preghiera canta: "Ricorda Signore questi servi disobbedienti... non dimenticare il loro volto". E ancora, in Preghiera in gennaio : "Dio di misericordia / il tuo bel paradiso / lo hai fatto soprattutto / per chi non ha sorriso"; come pure in Via del campo : "dai diamanti non nasce niente / dal letame nascono i fior". E Alfonso Amarante ce lo dice che i diamanti non interessavano Alfonso, che volle vetro al posto dello smeraldo nell'anello vescovile. Lui sapeva dove e come far spuntare i suoi fiori: senza giustizialismo, tanto che mette lucidamente a punto l'equiprobabilismo, il punto di equilibrio tra severità e lassismo, e usa e lascia usare la parola sapiente e facile. Amante di libri e giornali, affascinato dalla pubblicità, fondatore della preziosa biblioteca della casa religiosa di Pagani, raccomanda ai predicatori il discorso semplice e diretto. Dice: «Un missionario senza libri è un soldato senza armi»; ma anche: «Il dir fiorito fa perdere forza alle verità eterne». Tanto per appuntare un paio delle attente citazioni di Alfonso Amarante. In realtà l'Autore riesce a metterci sotto gli occhi con felicità letteraria, con uno stile sobrio, senza spunti romanzeschi e mielose lodi agiografiche, con rigorosa fedeltà alle fonti, un profilo veritiero e completo di un Santo dichiarato Dottore della Chiesa, autore di 128 opere di teologia dogmatica e apologetica, teologia morale e ascetica, nonché di opere letterarie e poetiche. Non ci fa scordare che Alfonso fu pittore e musicista, col tema di Dio nell'arte, con le alte verità profuse nelle immagini e nelle note, secondo il concetto "del bello per il bene". Un'opera all'insegna della semplicità, questa biografia di Alfonso Amarante, ma di una semplicità distillata da una faticosa ricerca e da una conoscenza così profonda dei temi, da rendere facile il difficile, proprio come faceva e voleva il Fondatore della sua Congregazione che rendeva "domestica" la sudatissima essenza del suo animo e del suo pensiero. Paola Gscheidel scrittrice |
| ||||||||||||||||||||||||||||||||
|
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||
| | |||||||||||||||||||||||||||||||||
| Home | Patrimonio | Attività | Biblioteca | Servizi | Catalogo | Newsletter | Contatti | Copyright © 2002-2011 - Biblioteca Provinciale di Salerno. Tutti i diritti riservati. | ||||||||||||||||||||||||||||||||||